Governare il successo

Di solito, in periodo di difficile congiuntura, il governo nelle elezioni locali ha una flessione elettorale. Invece il centrodestra ha vinto le elezioni di domenica scorsa, anche per il modo in cui ha affrontato la crisi. Hanno pagato l’abile cautela con cui il Cav. e il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, hanno gestito le ristrettezze del bilancio statale, tra una politica degli ammortizzatori sociali per attutire la disoccupazione e mosse di politica industriale che non hanno irrigidito le inefficienze delle grandi imprese e hanno invece cercato di tessere una rete di sicurezza sociale per le piccole e medie imprese.
17 AGO 20
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Di solito, in periodo di difficile congiuntura, il governo nelle elezioni locali ha una flessione elettorale. Invece il centrodestra ha vinto le elezioni di domenica scorsa, anche per il modo in cui ha affrontato la crisi. Hanno pagato l’abile cautela con cui il Cav. e il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, hanno gestito le ristrettezze del bilancio statale, tra una politica degli ammortizzatori sociali per attutire la disoccupazione e mosse di politica industriale che non hanno irrigidito le inefficienze delle grandi imprese e hanno invece cercato di tessere una rete di sicurezza sociale per le piccole e medie imprese. Il risultato è che la classe operaia di Mirafiori e della cintura di Torino in gran parte ha votato il candidato di Lega e Pdl, Roberto Cota.
Il successo di Luca Zaia nel Veneto e di Roberto Formigoni in Lombardia, regioni fortemente industrializzate, non sarebbe spiegabile senza questo apprezzamento. Inoltre la linea governativa di concertazione, ma non fine a se stessa, ha beneficato la sindacalista Renata Polverini per il successo laziale. Così come l’efficienza con cui l’esecutivo ha risolto il problema dei rifiuti in Campania e ha dato le case ai terremotati dell’Aquila, oltre ad aver enfatizzato la politica delle grandi opere, dalla Tav alla Salerno-Reggio Calabria, hanno giovato ai candidati governatori del centrodestra in Campania e Calabria.
La strategia complessiva di rigore e tenuta sociale è stata pure apprezzata ieri dalla delegazione del Fmi al termine della missione in Italia. La flemma tremontiana è servita per il periodo di crisi, ma adesso non è più sufficiente nella fase di contrastata ripresa economica. Accanto all’annuncio delle grandi opere occorre la loro realizzazione, all’interno di una strategia basata su autonomia energetica (nucleare, in primis), ricerca tecnologica e superbanda larga. La riforma federalista va inquadrata in quella fiscale, ha detto ieri il ministro Tremonti, sperando che l’esecutivo dia priorità a un alleviamento progressivo dell’Irap.
Nelle indicazioni degli ispettori del Fondo monetario internazionale si possono rintracciare le linee di un’innovativa politica economica che preservi gli equilibri di bilancio: un allungamento dell’età pensionistica può contribuire a trovare le risorse necessarie per compensare una salutare riduzione delle imposte.